Lettera di Antonio Canizares, nuovo arcivescovo di Valencia, dopo la sua nomina


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Il cardinale Antonio Cañizares si è rivolto alla comunità cattolica di Valencia, compresi i preti, seminaristi e laici, una lettera da Roma dopo essere stato nominato da Papa Francesco, Arcivescovo preconizzato di Valencia. Riproduzione integrale della lettera di auguri

“Roma, 28 dell'agosto del 2014

1.- Mio caro diocesani, Cari fratelli e amici: Il Santo Padre, Papà Francesco, Nella sua grande benignità, Mi ha nominato arcivescovo, Servitore e server da ora, della chiesa che pellegrini a Valencia, la mia carissima diocesi di Valencia, che ho amato, Voglio e voglio con tutta la mia anima, al quale sono e sarò eternamente grato. Questa Chiesa, alla quale devo tanto e non ripagherò mai quanto ho ricevuto da lei., Ora ricevo e ricevo come un grande regalo, Regalo non correlato, affinché come il Signore la ami e mi doni a lei interamente fino alla morte, servitela e guidatela come pastore “secondo il cuore di Dio”. Servitelo senza alcuna prenotazione, Donarmi interamente a Lei come pastore è un grande onore che mi è stato concesso., l'ultimo dei suoi figli.

Non vengo in una terra sconosciuta: È la mia terra, Valencia!; Conosco le loro città, città, villaggi, e regioni, Conosco la sua gente, per me così vicino e tenero, Conosco le loro usanze, La sua storia, La tua cultura, con cui mi identifico e che mi identificano; La tua dolce lingua valenciana mi è familiare, anche se per ora non la parlo., ma spero che mi insegni a parlarlo bene e presto. Torno a casa, alla casa famiglia della Chiesa diocesana che con generosità mi ha donato ad altre Chiese e mi ha inviato a collaborare in altre imprese ed opere ecclesiali in altre parti della Spagna o della Chiesa universale: dovunque sia stato mi sono considerato valenciano e inseparabilmente spagnolo, Figlio di questa chiesa e di questa terra, e, Ecco perché, mentre è, senza rinunciare alle mie radici, e sentirsi così, Sono stato in grado di vivere l'universalità della chiesa e la sua missione, soprattutto da Roma; e devo aggiungere che il mio tempo a Salamanca, Madrid, Ávila, Granada, Murcia, Toledo mi ha fatto vivere e ravvivare profondamente il mio amore per il progetto comune, grande e nobile, che condividiamo noi che storicamente formiamo questa Spagna, così nostra e così tanto di tutti noi.

Con gioia e speranza torno alla terra da cui provengo come Abramo, pellegrino proveniente da altre terre che il Signore mi ha mostrato. Torno ad essere, in comunione con il Papa e con tutti i miei fratelli Vescovi, pastore, padre e fratello della porzione del popolo di Dio che, per pura grazia, Mi è stato affidato; e anch'io torno a servire e a fare tutto quello che posso da lì, senza mercanteggiare gli sforzi, per la nostra amata Spagna, in momenti che richiedono che tutti noi aggiungiamo il nostro contributo determinato al bene comune. Come me ne sono andato, così torno: “Sono qui per fare la volontà del Signore”. Con la stessa domanda di Santa Teresa, il mio grande sostegno e la mia luce in ogni cosa, dal giorno della mia nascita, provvidenzialmente alla sua festa: “Signore, cosa vuoi fare con me??”; e la sua stessa risposta: “Chi non ha nulla per Dio manca; "Solo Dio è sufficiente." (È provvidenziale, Altrimenti, quel ritrovarsi coincide con il quinto centenario della nascita del Santo d'Avila, santo patrono della Spagna; Dio significa qualcosa con questa coincidenza). Adoro e desidero la volontà di Dio. e lui, nella sua amorevole provvidenza, Mi ha mostrato quella sua volontà sovrana, spedizione dopo spedizione, attraverso il Papa.

2.- Parto e inizio questo viaggio di servizio, nel nome del Signore e confidando completamente nella sua parola: È l'ora della fiducia e della speranza che non deludono. Aspettarsi, con la grazia e l'aiuto di Dio e con il vostro generoso aiuto, compiere fedelmente il ministero apostolico che il Papa mi affida. il mio maggiore, Il mio servizio più costante e impegnato non sarà altro che questo: il servizio della fede, inseparabile dal servizio della carità verso tutti, con una predilezione per i poveri. Contribuirò così a incoraggiare la speranza, di cui, a volte, siamo così bisognosi e scarsi.

Non voglio sapere altro né essere portatore di un'altra realtà., come San Paolo, quel Cristo, e questo crocifisso. Non ho altra ricchezza né altra parola che questa: Cristo!, e questo, con l'aiuto della grazia, Non smetterò di viverlo, né di annunciarlo, e comunicarlo, Non la lascerò morire. Solo in Lui abbiamo la salvezza, la pietra angolare e la roccia su cui costruire solidamente, solo in Lui abbiamo ed è il nostro futuro, il futuro dell'uomo, la speranza grande e ferma che nessuno potrà toglierci, indebolire il sonno. In esso, nel suo volto “umano e ferito”., crocifisso, Dio ci ha dato, Dio con noi, Dio con gli uomini, Dio che ha scommesso tutto sull'uomo, inseparabile dall'uomo, che non abbandona gli uomini né li ha mai lasciati in asso.

Il mio grande desiderio è e sarà parlare di Dio, per dargli gloria, e la sua gloria è che gli uomini vivano, vivere come fratelli, con la libertà e la dignità dei loro amatissimi figli, senza che nessuno di essi sia preterito o escluso. Non ho nel mio portfolio progetti preconcetti e prefabbricati.; sii semplicemente attento a Dio e ai suoi segni e segui ciò che dice. Ho la certezza e l'esperienza più certa che Dio parla, dado, campione, sottolinea…, anche oggi; e lo fa sempre nella stessa direzione e con la stessa ed unica parola che ha: Gesù Cristo, in Colei che ci ha detto tutto, dato tutto e mostrato ciò che Lui, Dio, il padre, vuole dai suoi figli e per loro.

Dalla mano del nostro unico Pastore, Gesù, Vado da te con il desiderio di essere di tutti e per tutti, senza eccezione, ma con due predilezioni: una predilezione, molto prima, quello dei poveri, coloro che soffrono, quelli che sono soli,...; l'altra grande predilezione, inseparabile dal primo, Saranno i miei sacerdoti più cari e ammirati, amici di Gesù e miei amici, quelli che voglio avere di fronte, come il Signore nella sua Ultima Cena, ai tuoi piedi e servire e condividere. Insieme e con tutti i membri del Popolo di Dio in pellegrinaggio a Valencia parteciperemo all'unica Eucaristia nella quale abbiamo tutto, se ci dai tutto, e ci unirà tutti, affinché il mondo creda.

Torno in Spagna, inserito e radicato a Valencia, con una grande sfida che non posso ignorare e che sollecita: l'unità. L'unità, Prima di tutto, nella Chiesa: Possiamo essere ed essere uniti come un ananas per evangelizzare e recuperare così il vigore di una fede vissuta. Unità in un progetto comune in cui tutti ci adattiamo, contribuiamo tutti, riceviamo tutti da quella stessa unità, senza escludere nessuno, con la mano sempre tesa a tutti. È una sfida per la Spagna e anche per la Chiesa che in essa è pellegrina.. Torno a Valencia, Torno in Spagna e porto con me una grande preoccupazione: La stessa Spagna. Adoro Valencia, come voglio, proprio per questo motivo, in Spagna e fa male, come tanti, Spagna. Cosa muoverà la mia performance, Perché appartengo a tutti e per tutti sarà solo annunciare e offrire il Vangelo destinato a tutti., questo è il miglior servizio all’uomo e alla società, A tutti, Cosa può offrire la Chiesa per realizzare una nuova umanità, una nuova terra dove abita la giustizia. Offro, con tutta semplicità e naturalezza, la mia impegnata collaborazione, leale e libero con coloro che hanno o esercitano responsabilità e funzioni sociali e politiche al servizio della cosa pubblica, del bene comune a Valencia e in Spagna, che si trovano oggi ad affrontare problemi così importanti e decisivi, entrambi ancora colpiti da una grave crisi economica, che è alla base di una profonda crisi morale e umana, che deve essere superato. Sono “uno dei tanti”, consapevoli della propria responsabilità e dello sforzo comune che impegna tutti nel trovare e fornire le risposte e le soluzioni più adeguate. Fianco a fianco, Lavorerò con tutti per aiutare la Spagna a uscire, e alla nostra Regione Valenciana in avanti, collaborare e servire, senza alcun potere umano, “senza bisacce e senza bastone”, ma solo con la forza del Vangelo, Gesù Cristo. e, nel suo nome e con il suo aiuto e la sua grazia essenziali, fare tutto il possibile affinché ciò accada oggi, con l'aiuto del Signore, che dire di Pietro al paralitico?: “Non ho né oro né argento…, Alzati e comincia a camminare”.. “Nel suo nome anch’io getterò le mie reti”., e andrò “al largo”, fidato da lui. anche, inseparabili e in totale e indissolubile comunione con il Successore di Pietro, Papa Francesco, unito a lui da un affetto grandissimo, totale, seguendo la chiara guida dell'Esortazione Apostolica “Evangelii Gaudium” e pregando sempre per lui, perché ne hai tanto bisogno, Ce lo chiede costantemente e così deve essere per tutti noi che formiamo la Chiesa.: Dio parla oggi attraverso Papa Francesco.

3.- tutto, miei cari fratelli e amici, Ti mando un caro saluto, carico di affetto fraterno e di sollecitudine pastorale. Sono commosso da questo mio primo saluto come vostro fratello e pastore.. Desidero questo saluto, al quale aggiungo la mia preghiera in tuo favore, raggiungere e raggiungere tutti, in ognuna delle vostre case, a paesi e città, a ciascuno di voi che componete questa Chiesa che è a Valencia, per tanti motivi benedetti da Dio e arricchiti di ogni genere di beni spirituali in Cristo dai primi secoli della fede cristiana in Spagna fino ad oggi, alla quale è stato concesso di conservare con tanta cura il Santo Calice dell'Ultima Cena, in cui Gesù ci ha fatto il dono più grande che ci sia stato dato e noi abbiamo tutto: la Santa Eucaristia, ciò che ci rende Chiesa, centro, sorgente e superiore, il vertice, di tutta la vita cristiana e di tutta la Chiesa e della sua opera evangelizzatrice, che è la tua identità e la tua gioia più profonda. La nostra diocesi lo è, meno male, delle profonde radici eucaristiche. Verso l'Eucaristia, verso la partecipazione all’Eucaristia, Tutti i nostri sforzi dovranno essere rivolti all'adorazione eucaristica e da lì attingeremo la forza evangelizzatrice e caritativa di tutte le nostre comunità..

4.- Vorrei che queste parole di saluto raggiungessero tutte le città e le comunità della diocesi di Valencia., che sono arrivato in un modo particolare alla mia città natale, Utile, nella mia città adottiva, Sinarca, alle persone da cui provengo e che con generosità si sono sacrificate così tanto per il bene comune di Valencia, fino a scomparire, Benageber, e alla città di Alcoy, dove si trova la prima e unica parrocchia – Santa María- che ho servito nella diocesi dopo la mia ordinazione sacerdotale; Vorrei che questo saluto arrivasse in tutte le case valenciane, soprattutto quelli visitati da sofferenze di qualsiasi tipo. Il mio saluto speciale, perché, per i quali il Signore mi affida in modo particolare: i poveri, il più umile, forse colui che rende questa offerta più gradita al palato di Dio e più benefica per il nostro bene, gli anziani, quelli che non hanno lavoro, gli affranti e gli scoraggiati, coloro che vivono senza speranza o privati ​​dell'amore, lo sradicato, gli emarginati, coloro che vivono nella solitudine o soffrono di incomprensioni, i nuovi poveri della società secolare formata quasi esclusivamente da economia e tecnologia, quanti soffrono, una multa, per qualsiasi motivo. Da questo preciso momento, le gioie e la felicità, la tua tristezza e sofferenza, Sono anche miei.

Non vorrei mai dimenticare – e se dimentico, lascia che mi venga ricordato- Desidero e chiedo al Signore di essere Vescovo di tutti, in particolare - come lo era San Tommaso di Villanueva, il mio grande maestro e guida nell'episcopato, “Vescovo dei poveri e della riforma della Chiesa e della società nel suo tempo”- Voglio essere vescovo, che avremmo più forza morale per rivolgerci al Santo nei momenti di difficoltà, pastore e fratello dei poveri e degli indifesi, di chi soffre, di chi si sente o è escluso: E' l'unico modo per tutti di esserlo.. Ecco perché lo chiedo in ginocchio, dal profondo della mia anima, alla nostra tenera e cara Madre del Cielo, Madre degli indifesi, Regina dei poveri e degli umili, Salute degli ammalati e conforto degli afflitti, aiutami a essere come lei, Obispo, che avremmo più forza morale per rivolgerci al Santo nei momenti di difficoltà, pastore e fratello di coloro che soffrono l'impotenza; Vorrei esserlo per loro, unito a te, padre e testimone di misericordia, un fratello, e un amico, un “buon samaritano”, un “uomo forte e amico di Dio”, che non ignora l’impotenza dei suoi bambini più svantaggiati o bisognosi: cosa lei, Madre di Misericordia, la nostra speranza, è per loro.

Con lei, la migliore delle aziende, Vado da te; con lei, che invochiamo nella patria valenciana con il titolo affettuoso di Mare de Déu dels Desamparats, Sarò con te, protetto sotto il suo manto; con lei, a cui vado ogni giorno con quelli della mia gente, Utile, con la tenera invocazione della Vergine del Rimedio, la “Serranilla”, faremo il cammino di missione verso le periferie esistenziali, sociale e religiosa per rendere presente il Vangelo della Luce, della Verità e dell'Amore che tutto rinnova. E questo mi fa andare avanti senza paura, Ritorno senza paura in Spagna e nella diocesi di Valencia che desidero, Amerò e servirò con tutta la mia anima.

Nel momento storico-sociale in cui viviamo, con l'aiuto di Dio, della Santa Vergine, dei santi, e tutti, del cui aiuto ho tanto bisogno, umilmente e con gioia, pieno di entusiasmo, buon umore e speranza, Chiedo dall'Alto che mi sia concesso di contribuire, con modestia e senza riservare nulla, affinché i miei nuovi e carissimi diocesani sappiano “recuperare il pieno vigore dello Spirito, il coraggio di una fede vissuta, lucidità evangelica illuminata dall'amore profondo per il fratello uomo. Per attingere da lì la rinnovata forza che li rende sempre instancabili creatori di dialogo e promotori di giustizia, incoraggiare la cultura e l’elevazione umana. In un clima di rispettosa convivenza con “altre opzioni legittime”, mentre chiedono allo stesso tempo, “giusto rispetto per loro” (Juan Pablo II). Sempre con il grande motto che ci ha lasciato l'indimenticabile San Giovanni Paolo II, quasi come il suo testamento per noi, durante la sua ultima visita in Spagna: “Spagna evangelizzata, “Evangelizzare la Spagna”; o quell'altro, anche se riferito all’Europa, possiamo giustamente applicare alla nostra terra: "Sii te stesso; ravvivare le tue radici”.

5.- Con amore fraterno, con la vicinanza di un amico, e con ammirata venerazione, Saluto in particolare il mio caro predecessore e grande amico da tanti anni.. Caro Carlos, prima di tutto e soprattutto, Grazie, Grazie di cuore per questi anni della tua vita dedicati interamente a noi, a questa diocesi che hai amato e ami tanto, Grazie per la tua consegna coraggiosa e generosa., grazie perché non hai vissuto per te stesso, ma per questa Chiesa, e ti sei sacrificato per lei fino allo sfinimento!; con l'aiuto di Dio e il tuo, continuerò, -sicuramente con maggiore goffaggine e maggiori debolezze-, il lavoro da voi intrapreso e svolto.

Memoria, anche, in questo tempio del silenzio, a tanti Arcivescovi – alcuni dei quali santi o prossimi a esserlo: San Tommaso di Villanueva, San Juan de Ribera, Beato Ciriaco María Sancha, il Servo di Dio Marcelino Olaechea, il Venerabile José María García Lahiguera- o quelli più vicini a noi –Mons. Miguel Roca e il card. Agustín García-Gasco, Tutti loro hanno lasciato una traccia episcopale che desidero portare avanti con il loro aiuto e incoraggiamento.. Dovrò imparare molto da coloro che hanno servito così evangelicamente la diocesi di Valencia.. Saranno per me, quindi bisognoso di aiuto, un aiuto preziosissimo e un faro che mi guidi.

6.- Il mio deferente e rispettoso saluto, pieno di cordialità, con l’offerta di amicizia e di collaborazione leale e aperta, alle degne e stimate Autorità civili, militare, istituzioni giudiziarie e universitarie della Comunità Valenciana, della Generalitat Valenciana, della città di Valencia e provincia, di paesi e città, a tutte le forze politiche e sociali che collaborano al bene comune con il loro leale contributo. Stai portando avanti un compito molto nobile, essenziale, molte volte molto difficile, in momenti non facili, quello che voglio e devo ringraziare e incoraggiare; quanto abbiamo bisogno di te per il bene comune! Contate sulla mia leale collaborazione e sostegno, con la mia preghiera. Non possiamo abbassare la guardia nello sforzo comune al servizio della società, di una umanità veramente nuova e rinnovata.

Permettetemi un saluto speciale alla Facoltà di Teologia “San Vicente Ferrer”, del cui aiuto e del cui pensiero teologico avrò tanto bisogno e sul quale conto in anticipo; un saluto affidato anche agli ancora giovani, ma maturo, Università Cattolica di Valencia “San Vicente Mártir” della diocesi, che, “uscita dal cuore della Chiesa”, ha il compito grande ed essenziale di portare avanti l’urgente missione di evangelizzare e umanizzare la cultura in questi momenti critici che stiamo attraversando., uniti fianco a fianco con l’Università “Cardenal Herrera” – C.E.U.- dell'Associazione Cattolica dei Propagandisti e del resto delle Università Cattoliche di Spagna, e anche alle Università Statali, presenti nella nostra diocesi di Valencia, -il Letterario e il Politecnico-, o l'Università privata “europea”, che anch'io saluto con deferenza., mettendomi al vostro servizio e contando sulla vostra collaborazione nel grande e fondamentale compito universitario, così necessaria per la costruzione o la ricostruzione di una nuova società e per la formazione delle nuove generazioni chiamate ad aprire e infrangere un futuro nuovo e pieno di speranza., inseparabile dalla retta ragione e dal servizio alla verità che ci rende liberi.

7.- In un modo molto particolare e vicino, con priorità preferenziale, Desidero salutare i miei fratelli e amici, sacerdoti del presbiterio di Valencia., del clero secolare e regolare, al quale sono stato incardinato mediante ordinazione sacerdotale, e ho fatto parte fino alla mia ordinazione episcopale come Vescovo di Ávila, e al quale fino ad oggi mi sono sempre sentito tanto legato ed unito affettivamente e cordialmente. Quanto ti devo, fratelli e amici sacerdoti, quanto ti dovrò ancora di più da ora in poi; e quanto ti amo; Sono di nuovo con voi come vescovo-membro del nostro unico presbiterio diocesano che tutti insieme formiamo.! senza di te, Il Vescovo non può fare nulla. Desidero e devo contare su tutti voi in ogni cosa, imparare da te. Sentimi al tuo fianco adesso, disposti a condividere i vostri sogni e le vostre speranze sacerdotali, i momenti difficili, le gioie e le sofferenze inerenti al ministero, amicizia; Sono incoraggiato a lavorare fianco a fianco e senza venir meno con voi nell'edificazione della Chiesa. A Dio piacendo, essere un pastore semplice e vicino, sapere come accompagnarti, incoraggiarti e aprirti strade nei momenti difficili che attraversiamo. Non posso dimenticare, in questo saluto, ai miei cari compagni di studio così uniti, senza soluzione di continuità, siamo e come ci sentiamo, diversi quanto siamo- come un ananas: Lo stesso con i miei più cari compagni di classe, anche con tutto il resto del presbiterio.

8.- Con tutto il mio affetto e con la speranza riposta in te, Ti saluto, miei cari seminaristi del Seminario Maggiore dell'Immacolata e Minore, e dei Reali Collegi del Patriarca e di Santo Tomás de Villanueva. Che gioia, che grande conforto e sollievo si prova quando si sa che a Valencia si tengono seminari come questi!! Inoltrare, impavido, seguire Gesù, cari seminaristi! Ne vale la pena. Chiama altri giovani; Portateli a Gesù e invitateli a intraprendere il cammino da voi intrapreso., un cammino che è per la missione, una missione che non si limita ai limiti della nostra diocesi, una diocesi, Altrimenti, che è aperto a tutti come già dimostra l'alto numero di missionari valenciani sparsi in tutto il territorio, che saluto con ammirazione, gratitudine, e un affetto molto grande, e prometto di venirti a trovare.

9.- Ai religiosi e alle religiose di vita attiva, a coloro che vivono la vita consacrata negli Istituti Secolari, e alle monache contemplative, a me tanto care- che offri a tutti la testimonianza dell'assolutezza di Dio e della sua misericordia, A tutti, il mio saluto, il mio riconoscimento, la mia vicinanza, la mia fiducia nel vostro popolo e nella vostra collaborazione disinteressata e fedele e la mia gratitudine per la vostra preziosa testimonianza di vita evangelica e per la vostra preghiera. Conto su tutti; lavoreremo molto uniti, in una comunione che è opera di Dio e quella insieme, molto insieme, dobbiamo rafforzare e rafforzare!

10.- Saluto, con gratitudine per tutto ciò che fate e con il mio incoraggiamento affinché continuiate senza venir meno nel vostro lavoro, ai catechisti e agli insegnanti di religione, agli educatori e agli insegnanti, alle équipe di animazione liturgica, a tutti voi che operate nell'azione caritativa e sociale della Chiesa, ai movimenti e alle associazioni apostoliche, alle nuove realtà ecclesiali... A tutti i fedeli laici cristiani di questa Arcidiocesi di Valencia, famiglie, anziani e bambini, adulti e giovani, al quale la mia vita sarà unita d'ora in poi con stretto vincolo di unità e paternità in Cristo, Vi saluto e vi abbraccio pieno di gioia, con tutto l'amore e l'affetto verso ciascuno di voi, con cuore aperto e con grande speranza.

11.- Saluto anche con riconoscimento e gratitudine i social media nel loro servizio alla verità che rende libere le persone e collaborano alla costruzione di una società sana e di una convivenza.; il mio saluto, la Commissione del Festival di Sant Jordi accetta di lasciare l'UNDEF, al servizio dei media diocesani, e più specificamente a Paraula e Avan, e l'intero team di Fundices, che contribuite tanto e bene al compito urgente della nuova evangelizzazione.

12.- Non vorrei partire senza un espresso saluto, esplicito e vivo per i giovani. Sappi che ti amo e che mi sento molto vicino a te. Cari giovani, Mi fido di te! Hai avuto momenti difficili. Quasi tutto invita a seguire strade diverse da quella di Gesù Cristo.. Ma solo Lui è la strada che cerchi, quello che ti porta alla felicità che desideri. Desidero fare e seguire questo Cammino al vostro fianco, con te, condividendo le tue gioie e le tue speranze. Ci invita a percorrerlo insieme e senza paura.

13.- A tutti i valenciani e a coloro che vivono nella nostra diocesi, come gli emigranti, di qualsiasi condizione, credenti e non credenti, Tendo la mano in un saluto di amicizia e apro il cuore in segno di vicinanza, apprezzamento, rispetto e offerta di me stesso e del mio ministero pastorale, che è servizio all’unità e all’amore tra tutti.

14.- Quando ti verrà inviato, Ho molto in mente la lettera agli Ebrei e, così, con l'aiuto della grazia divina, della protezione di Santa María, Nostra Signora degli Abbandonati, di tutti i santi valenciani,- San Vincenzo Martire, San Vincenzo Ferrer, San Tommaso di Villanueva, San Juan de Ribera, San Francesco di Borja, San Luis Bertran, Santa Teresa di Gesù Jornet, Santa Maria Micaela del Santissimo Sacramento, i Santi Martiri della persecuzione religiosa del secolo scorso- e molti altri, Cercherò di correre nella gara che devo, migliore, cosa ci tocca?, senza andare in pensione, né ritirarsi, “fissate i nostri occhi su Colui che ha dato inizio e porta a compimento la nostra fede: Gesù, che, rinunciare alla gioia immediata, sopportò la croce, senza timore dell'ignominia, ed ora è seduto alla destra del Padre.". Con fede gioiosa verrò a voi, desidero già farlo presto e stare con voi, in mezzo a te, servendoti- contribuire all’edificazione della Chiesa, il cui architetto e costruttore non può che essere Dio: È vero che se non è Lui che costruisce, invano noi costruttori ci stanchiamo.

15.- Voglio terminare queste parole del mio primo saluto, lungo saluto, pregandoti di affidare anche la diocesi sorella di Madrid, che ora servirà il nostro carissimo Arcivescovo, D. Carlos Osoro. Che Dio ti paghi tutto come solo Lui sa fare, Lo aiuti nel suo ministero e protegga e benedica abbondantemente la sua nuova e amata diocesi di Madrid.. Chiedo umilmente a tutti voi di pregare per la nostra amata diocesi di Valencia e per la Spagna., che affidi anche a me e al mio ministero, Possa il Signore concedermi discernimento e saggezza per “conoscere ciò che è gradito ai Suoi occhi” e portarlo a termine., Non cerchi altro che la gloria di Dio e il bene di tutti.. Ti affido in un modo molto particolare, e intensamente chiedo a Dio per tutti voi. Finisco per innalzare il mio cuore pieno di speranza a Colei che è Madre della Chiesa, che si definiva Schiava del Signore, la Santa Vergine degli Indifesi. Con filiale fiducia ripongo nelle tue mani e nel tuo cuore i migliori auspici del mio servizio pastorale., mentre chiedo a Dio di benedirvi abbondantemente e di arricchirvi di ogni sorta di beni spirituali e celesti in Cristo Gesù. Prega per me, Ne ho bisogno e prego umilmente.

Antonio, Cardinale Cañizares Llovera

Arcivescovo preconizzato di Valencia”