È stato scritto in queste stesse pagine che l'intervento miracoloso di San Giorgio nella battaglia che consacrò la definitiva incorporazione dell'Alcoià al Regno cristiano d'Aragona è un mito, e questo potrebbe essere vero (1). Quell’intervento soprannaturale dei giovani “militari” romani, martire per la sua fede religiosa, non resiste alla critica storica elementare, ma è così, accettato, glorificato e commemorato da tutto il popolo di Bañera.
Dall'alba dei tempi, le città, quando nelle vicissitudini della loro storia si presentano a loro favore eventi che non possono essere spiegati con la semplice razionalità logica delle conoscenze che avrebbero potuto avere in quei tempi, assetato di una giustificazione confortante e convincente, Hanno cercato un fantastico intervento divino come protettore e sostenitore dei loro trionfi e delle loro fortune., trasformandoli in miracoli. Una suggestione collettiva si impadronisce della ragione e dei cuori, e quel mito diventa motore di realtà, stimolazione delle passioni e sostegno agli orfani nel corso della storia, come anelli della catena di atti che lo compongono.
I festeggiamenti di San Giorgio, come tante altre feste patronali, Nascono da un mito, ma sono realtà storiche innegabili, di tale forza e vigore da condurre la storia di questi popoli lungo i sentieri più difficili, senza fatica, stanchezza o sconfitta, ispirato da quella fantasia religiosa, la cui essenzialità è capace di spingerli nelle imprese più ardue e di consolarli nelle sventure..
L'esempio della morte di San Giorgio, martire della sua fede cristiana contro il paganesimo religioso del popolo romano, trascende la lotta tra due gruppi di spagnoli, tra coloro che non avevano altra differenza che quella religiosa, Ebbene non dobbiamo dimenticare come, dopo quattro secoli di vita peninsulare, Gli invasori musulmani divennero spagnoli tanto quanto i cristiani che combatterono contro di loro., A volte, più per ragioni politiche che religiose. La storia ci mostra come ci furono momenti in cui l'ostilità tra i re dei diversi regni cristiani fu più dura e rigorosa dei loro rapporti amichevoli con i leader islamici., frequenti alleati nelle lotte da loro sostenute. E furono molti decenni, quattro secoli (dopo la conquista di Bañeres), vivere insieme, trasfondendo reciprocamente le loro culture e aiutandoci a vicenda nelle calamità o nelle disgrazie che, senza rispettare il credo, cadde su entrambe le comunità, Come sono state le epidemie o la siccità?. Una pagina molto rappresentativa di questa pacifica convivenza, di quel mutuo rispetto e del reciproco riconoscimento dei poteri e delle conoscenze, È la delimitazione dei termini tra Bañeres e Bocairente, concordato dal re D. Jaime a Saragozza, il 3 dicembre 1271, la sconfitta di Al-Azrak è ancora recente, in cui risalta l'autorevolezza e il rispetto accordati all'intervento di Hamet Almomat, Alamin de Bañeres, Maometto di Ceyt Abucarama, Saraceni di Bocairente come esperti che conoscono il terreno, affinché potessero delimitare “con fedeltà e legalità” le giurisdizioni territoriali dei castelli di Bañeres, Bocairente e Serrella, ponendo fine con il suo intervento alla controversia sorta tra il Consiglio di Bocairente e Jaufrido de Loaysa, feudatario di Bañeres (2). Ci sono molti esempi di questo tipo nella nostra storia da cui emergono armonia e comprensione reciproche, che presiedono alle relazioni e alla convivenza di entrambi i popoli., in cui il patto, l'accordo, ambasciate, porre fine a controversie sanguinose o impedirne il sorgere.
Forse all'origine del mecenatismo delle città, coincidenza casuale di una certa data dei santi cristiani con l'evento bellico ricordato, giustificando inconsciamente la presenza dei soldati negli eventi commemorativi e nelle esercitazioni di combattimento che fanno parte della celebrazione. E per lo stesso motivo, la curiosa circostanza che appartenere a schieramenti diversi non implica alcuno stigma o disprezzo per chi sta dalla parte opposta, curiosa eccezione in una città come la Spagna, così dedito a faide inconciliabili e ad inimicizie ereditarie.
Le nostre feste sono “Mori e Cristiani” e, nonostante il vanto e la battaglia come numeri essenziali e fragorosi dell'armamentario festoso, piani di fratellanza su tutti, la comprensione, cameratismo e benessere emotivo, che cancella anche in quei giorni inimicizie e rivalità di altra origine.
Alla fine, le nostre vacanze non sono solo ricordi di guerra, ma, come è successo realmente, dopo la “violenza di ardenti combattimenti”, Nasce la pace e in essa hanno continuato e continuano a vivere gli eredi dei guerrieri della Croce e della Mezzaluna.; e tutto perché una fantasia storica, un mito, come l'apparizione miracolosa di San Giorgio, fa ancora infuriare e incoraggiare la città di Bañeres.
(1) Patricio Barcello. "Feste dei Mori e dei Cristiani. vasche da bagno, 1988”, p. 148.
(2) "Vasche da bagno. studio storico-geografico e culturale della città”. Anno 1986, p. 30.










